edizione 2026

La premessa della quarta edizione del Festival della Meraviglia era questa: tutti noi conosciamo il mondo attraverso le storie. Queste storie si intrecciano con la Storia ufficiale, con le storie popolari, e con le storie individuali. Da questo intreccio di Storia, storie e storielle nasce la nostra cultura, che dà senso alle nostre vite.
Attraverso i diversi interventi, il Festival ha cercato di spiegare questa premessa — come si dispiega un ricco e variopinto patchwork — mettendo in luce l’importanza, ma anche la vulnerabilità, della narrazione. Importanza perché la narrazione non solo interpreta la realtà, ma costituisce anche una delle basi del nostro vivere sociale; vulnerabilità perché, sempre più spesso, viene sostituita da racconti costruiti da pochi per finalità politiche o commerciali.
In diversi laboratori, insieme ad alcune classi del Liceo V. Sereni, il pubblico ha sperimentato la costruzione di narrazioni dal basso, fondate anche sull’approfondimento e sulla conoscenza. Uno riguardava l’Unione Europea, con Angela Guimarães Pereira, e l’altro la natura, con Marzio Marzorati. Entrambi hanno mostrato come non sia possibile raccontare qualcosa senza averla vissuta e come narrare non significhi soltanto descrivere, ma anche ritrovare forme essenziali di partecipazione.
Dai dialoghi, eventi cardine del Festival, sono emerse due linee di riflessione. La prima è che la conoscenza della condizione umana non può basarsi soltanto sui fatti oggettivi (Enrico Camanni), scientifici (Stefano Caserini, Ermanno Ferretti) o storici (Ilja Leonard Pfeijffer), che spesso risultano incompleti o rispondono soltanto alle domande “come?” e “cosa?”. Per comprendere il “perché”, invece, è necessaria una forte immedesimazione, un’empatia con i protagonisti delle storie attraverso, per esempio, la letteratura. In sintesi: la realtà è costituita sia da fatti sia da finzione.
La seconda linea emersa è che la finzione è inevitabilmente soggettiva e, proprio per questo, facilmente manipolabile: questo è un rischio cresciuto enormemente con l’avvento dei social media e dell’intelligenza artificiale (Davide Tosi). Si è discusso del ruolo del giornalismo nel continuare a interpretare criticamente sia i fatti sia le narrazioni che plasmano la vita
collettiva, tra il pericolo della storia unica, da un lato, e quello di un pensiero debole, in cui tutti diventiamo giornalisti di noi stessi, dall’altro (Marco Giovannelli, Flavia Carlini). Di fronte a una crescente polarizzazione delle narrazioni — tra chi continua a credere nella democrazia come valore in sé e chi la utilizza come strumento per smantellarla, giudicandola inefficace — ci si è interrogati sull’esistenza di un’etica capace di orientare la scelta tra queste due strade (Flavia Carlini, Simona Colarizi, Ilja Leonard Pfeijffer).
Sorprendentemente, abbiamo appreso che il nostro cervello è il più grande narratore di storie (Marta Pizzolante). Le produce continuamente per costruire un mondo coerente nel quale poter vivere con serenità, partendo però dall’amalgama di racconti e immagini che già portiamo dentro di noi. La meraviglia nasce forse nel momento in cui ci accorgiamo che una storia costruita dal cervello coincide, o non coincide, con la realtà.
Infine, il maestro buddhista Lama Michel Rinpoche ha ampliato ulteriormente la prospettiva già aperta da Ermanno Ferretti, sostenendo che non soltanto le storie si frappongono tra noi e la realtà, ma che noi stessi viviamo all’interno di esse. Occorre quindi diventarne consapevoli e interrogarsi sulla direzione verso cui ci conducono. Che cosa desideriamo davvero? E qual è la storia che ci porterà fin lì?
venerdì
8 maggio
LAVENO
8 maggio
LAVENO
Il giornalismo: tra Storia, storie e storielle
dialogo inaugurale con Marco Giovannelli (direttore VareseNews)

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“La Tempesta” di William Shakespeare
spettacolo teatrale con Davide Lorenzo Palla (attore) e Tiziano Cannas Aghedu (pianista, compositore)
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sabato
9 maggio
LAVENO
9 maggio
LAVENO
Secondo te: come raccontare l’Unione Europea?
laboratorio con Angela Guimaraes Pereira (Centro di Competenza sulla Democrazia, Joint Research Centre CE).
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Storie in cuffia
esibizione degli studenti del Liceo V. Sereni di Laveno guidati da Mariella Martorana e Lisa Bellotti
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“Rigoletto” di G. Verdi
cantiamo insieme ai piccoli cantanti delle scuole primarie “Scotti” e “Gianoli” di Laveno Mombello guidati dal Maestro Antonio Cassarino
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Storia del negazionismo climatico
dialogo con Stefano Caserini (professore, Università di Parma)
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Un’intelligenza artificiale responsabile è possibile?
dialogo con Davide Tosi (professore, UnInsubria, Como)
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Scrivere Storia e storie.
dialogo con Ilja Leonard Pfeijffer (scrittore, NL, IT)
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Perché riprodurre ancora i classici?
proiezione e dialogo con Andrea RAVO Mattoni (artista)
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domenica
10 maggio
LAVENO
10 maggio
LAVENO
Secondo te: come raccontare la natura?
laboratorio con voi e Marzio Marzorati (Legambiente Lombardia).
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Filosofia: una storia che ci raccontiamo
dibattito circolare con Ermanno Ferretti (filosofo e divulgatore)
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Storie, memoria e il nostro cervello
dialogo con Marta Pizzolante (ricercatrice, UniCatt Milano)
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Patriottismo, pacifismo, guerra e pace: da un celebre romanzo “Un anno sull’ altipiano”
dialogo con Simona Colarizi (professore, Università di Roma1)
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Il racconto mediatico e la manipolazione della Storia
dialogo con Flavia Carlini (scrittrice)
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Musica e (è) Speranza
concerto con il quartetto GAMA (Novara)
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giovedì
14 maggio
LUINO
14 maggio
LUINO
Il Buddhismo
dialogo con Lama Michel Rinpoche (Kunpen Lama Gangchen)
︎ evento per gli studenti del Liceo V. Sereni
L’alpinismo raccontato
dialogo con Enrico Camanni (alpinista, autore)
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venerdì
15 maggio
LUINO
15 maggio
LUINO
Scrivere, narrare e leggere storie: la meraviglia dei segni e delle parole
esibizione degli studenti del Liceo V. Sereni guidati da Roberto Sala e on la partecipazione di Pietro Celo (docente di lingua di segni)
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Dove vai così di fretta?
dialogo con Lama Michel Rinpoche (Kunpen Lama Gangchen)
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da sabato 9/5
a
domenica
24/5 LAVENO
a
domenica
24/5 LAVENO
Stories make worlds
con un intervento artistico di Alessandro Pucciamostra a cura di Andrea Borsato, Francesco E. Guida, Martina Esposito, Anita Ruggiu (Scuola del design, Politecnico di Milano) con Alessandro Puccia
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Da dove veniamo? Chi Siamo? Dove andiamo?
mostra allestita dal Consiglio Comunale dei Giovani di Laveno Mombello in collaborazione con la Fondazione Menotti Bassani
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