la “rationale”
Storia, storie e storielle
C’è la Storia ufficiale – quella che impariamo a scuola dai manuali scelti dai nostri insegnanti e che per lo più tendiamo ancora a considerare ‘vera’ e ‘oggettiva’. C’è un tipo di narrativa che riesce a raggiungere gli scaffali delle librerie: quella la chiamiamo ‘letteratura’. Ci sono poi tante storie e storielle a cui non viene esplicitamente riconosciuto un valore educativo, fondativo, o estetico: sono le storielle raccontate nelle diverse piazze informali della società civile, che, tuttavia, fanno parte della nostra cultura.
Storia, storie e storielle, si sono sempre alimentate a vicenda, ma il loro intreccio è cambiato profondamente negli ultimi anni. La Storia può essere anche vista come una delle tante narrazioni possibili di un certo momento nel tempo, in molti casi proposta o imposta dal ‘vincitore’. La letteratura e le attività creative in generale hanno assunto una dimensione globale senza precedenti, a cui tendono le proposte locali. Le storielle informali – da sempre la voce di chi non ha potere – oggi inondano i social media: talvolta si rivelano fonte di pensiero critico e indipendente; in altri casi, sono opinioni non informate, manipolate da chi vuole imporre la propria versione della Storia.
Uno degli scopi del Festival di quest’anno è aprire una piazza e interrogarsi – relatori e pubblico – sul senso e sul valore della narrazione, che sia arte o scienza, che sia scritta, orale o visiva, nella consapevolezza che il mondo cambia ma i racconti restano, perché sono da sempre alla base del nostro vivere sociale.
Giuliana Iannaccaro
Frank Raes
C’è la Storia ufficiale – quella che impariamo a scuola dai manuali scelti dai nostri insegnanti e che per lo più tendiamo ancora a considerare ‘vera’ e ‘oggettiva’. C’è un tipo di narrativa che riesce a raggiungere gli scaffali delle librerie: quella la chiamiamo ‘letteratura’. Ci sono poi tante storie e storielle a cui non viene esplicitamente riconosciuto un valore educativo, fondativo, o estetico: sono le storielle raccontate nelle diverse piazze informali della società civile, che, tuttavia, fanno parte della nostra cultura.
Storia, storie e storielle, si sono sempre alimentate a vicenda, ma il loro intreccio è cambiato profondamente negli ultimi anni. La Storia può essere anche vista come una delle tante narrazioni possibili di un certo momento nel tempo, in molti casi proposta o imposta dal ‘vincitore’. La letteratura e le attività creative in generale hanno assunto una dimensione globale senza precedenti, a cui tendono le proposte locali. Le storielle informali – da sempre la voce di chi non ha potere – oggi inondano i social media: talvolta si rivelano fonte di pensiero critico e indipendente; in altri casi, sono opinioni non informate, manipolate da chi vuole imporre la propria versione della Storia.
Uno degli scopi del Festival di quest’anno è aprire una piazza e interrogarsi – relatori e pubblico – sul senso e sul valore della narrazione, che sia arte o scienza, che sia scritta, orale o visiva, nella consapevolezza che il mondo cambia ma i racconti restano, perché sono da sempre alla base del nostro vivere sociale.
Giuliana Iannaccaro
Frank Raes