dialogo
Storia del negazionismo climatico
con Stefano Caserini (professore, UniParma)
Il clima sta cambiando e da anni esiste un ampio consenso scientifico sul ruolo determinante delle attività umane, in particolare dell’uso dei combustibili fossili. Eppure, la negazione della scienza del clima continua a circolare, spesso come strumento per ostacolare le politiche di contrasto alla crisi climatica. L’intervento di Caserini analizzerà gli argomenti del negazionismo climatico, le sue radici culturali e politiche, e i legami con il sistema dei combustibili fossili e degli interessi economici connessi. Mostrerà inoltre come queste narrazioni si siano evolute nel tempo, e perché trovino ancora spazio nel dibattito pubblico e politico pur essendo già state confutate. Le ragioni sono da ricercarsi in sistemi informativi sovraccarichi, strumenti social molto efficaci, e campagne di disinformazione ben orchestrate. Tutto questo alimenta sfiducia, rassegnazione e inazione; inoltre, sfrutta le debolezze delle politiche già messe in campo, soprattutto sul piano dell’equità sociale.
Stefano Caserini
Ingegnere ambientale, dottore di ricerca, e professore associato presso l’Università di Parma (Dipartimento di Ingegneria e Architettura), Caserini svolge attività di ricerca scientifica sulle emissioni di gas serra e sulle strategie per la loro riduzione, nonché sui processi di rimozione di CO2 dall’atmosfera. È direttore responsabile e co-direttore scientifico della rivista Ingegneria dell’Ambiente. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative, ha pubblicato sei libri; i più recenti sono “Il clima è già cambiato. Nove buone notizie sui cambiamenti climatici” (Edizioni Ambiente, 2019) e “Sex and the climate. Quello che nessuno vi ha ancora raccontato sui cambiamenti climatici” (People, 2022). È autore e interprete di “A qualcuno piace caldo – Incontro spettacolo sul clima che cambia”, e ha fondato e coordina il sito Climalteranti.it. Dal giugno 2022 è assessore all’ambiente, mobilità, azione sul clima e innovazione del Comune di Lodi.
